Ciellini ad Arcavacata

Nelle città di provincia, i discorsi alla moda, le idee nuove arrivavano tutti; ognuno si sceglieva i suoi temi prediletti da sfoderare nelle chiacchierate sul corso. Chi ci teneva a fare il progressista, chi il rivoluzionario per esagerare, chi invece si dava arie da monarchico nostalgico, chi si sentiva mistico ma al tempo stesso critico verso la gerarchia ecclesiastica. Per quanto riguarda gli uomini si intende, perché le signore invece sempre e solo di quello finivano per parlare. Del corpo è mio, di queste benedette ragazze, nelle varie sfumature con tutti gli annessi e connessi.

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Descrizione

Circolavano parole, discorsi preoccupanti per le persone più pacifiche, in quel 1976. Ovviamente riguardavano il sesso, ma anche la politica e la vita sociale: «Tutto è politica» si diceva. In una città di provincia, meridionale, se una ragazza, che fino al giorno prima usciva solo per andare a Messa, se ne veniva fuori con frasi del tipo: «Il corpo è mio», suscitava inquietudine, perlomeno tra le zie. E tante ragazze ci tenevano a turbare le zie, magari pure le nonne, le madri non le consideravano neanche. E nemmeno i padri, all’epoca, anche decidendo di contestare, non si parlava di certe cose, con i padri.
Per fortuna loro, dei padri cioè.

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Autore

Mario De Filippis

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