Descrizione
La luce ha invaso tutti gli angoli, cancella le ombre e rende ogni cosa di un colore uniforme. Guido piano in questa città che è già deserta, tra negozi chiusi e pochi passanti che camminano intimoriti affiancando i muri delle case, in cerca di un riparo che sanno di non riuscire a trovare. Il caldo produce un continuo ronzio dal quale mi lascio assecondare, condurre per mano in uno stato di veglia, di tranquillità innaturale. Unica compagnia il vibrare delle ruote sull’asfalto, il soffio di aria calda che entra a ondate dal finestrino, la radio che trasmette canzoni per l’estate. I vetri degli occhiali da sole si sono un poco appannati, le immagini che mi scorrono davanti sbiadiscono, i contorni delle figure scivolano lentamente dal mondo reale a quello delle possibilità. Fermo al semaforo guardo davanti a me a destra e a sinistra, ma non c’è nessuna automobile. Ingrano di nuovo la marcia, regolo meglio la sin- tonia della radio, mi accendo una sigaretta, magari per dimenticare il caldo con il caldo, fare finta che non è ancora agosto, che questo calore e questo cielo sono solo un’impressione.






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